Il responsabile del progetto

Don Alessandro Fiorina a Tarija Don Alessandro Fiorina nasce nel 1960 a Bergamo, nella Parrocchia S. Croce della Malpensata (Bergamo). Partito per la Bolivia come laico con la Comunità Giovanni XXIII, viene ordinato nella Diocesi di Bergamo nel 2002.

Da quest'anno viene inviato come missionario Fidei Donum dalla Diocesi di Bergamo in Bolivia, dove è coadiutore nella Parrocchia di S. Martin de Porres-Tarija e direttore dell'"Hogar la Colmena S. Rita".

È inoltre padre spirituale nel seminario di Tarija dal 2004.

Informazioni sul territorio

Mappa della Bolivia Tarija è un dipartimento della Bolivia di 450.276 abitanti, che ha come capoluogo Tarija. Tarija è una cittadina della Bolivia situata a sud nel dipartimento di Cercado, al confine con l'Argentina. La città si trova a 1.924 m s.l.m., il suo clima temperato e gradevole oscilla tra i 23 e i 35 gradi e conta una popolazione di circa 210.000 abitanti. Le attività produttive principali sono l'agricoltura, l'allevamento di bestiame, lo sfruttamento minerario del sottosuolo e in alcune zone anche la pesca.

Il territorio diocesano

Posizione di Tarija in BoliviaLa diocesi di Tarija è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Sucre. Nel 2014 contava 437.100 battezzati su 470.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Francisco Javier Del Río Sendino. La diocesi comprende il dipartimento boliviano di Tarija, ad esclusione di una parte della provincia di Gran Chaco, che invece appartiene al vicariato apostolico di Camiri. Sede vescovile è la città di Tarija, dove si trova la cattedrale di Nuestra Señora de La Paz.

Il territorio è suddiviso in 21 parrocchie. Sull'intera diocesi sono presenti e svolgono il loro servizio pastorale 45 sacerdoti, 35 religiosi, 95 religiose e 1 diacono permanente.

Il progetto in corso

Progetto di sostegno a LA COLMENA: centro di recupero per alcolisti e persone in difficoltà

In questo contesto socioeconomico non mancano situazioni di disagio e fatica che si manifestano con abuso di alcool, uso di droghe, abbandono del lavoro e delinquenza; sono problematiche che colpiscono indistintamente giovani e adulti.

Di fronte a questi disagi, don Alessandro Fiorina, sacerdote missionario Fidei Donum, originario di Bergamo, ha realizzato in questi anni La Colmena Santa Rita (Alveare Santa Rita), un luogo familiare per il recupero di alcolisti, drogati e ragazzi di strada.

Per queste persone che hanno trovato il coraggio di farsi aiutare c'è la speranza di ricominciare a vivere. Per i ragazzi e gli uomini di età compresa fra i 12 e i 60 anni, sotto la guida di don Alessandro, c'è l'occasione di imparare ad amare Dio e il prossimo partecipando ad attività occupazionali e terapie di gruppo.

Ad accompagnare don Alessandro in questa preziosa avventura c'è Antonia Locatelli, missionaria laica originaria del quartiere di Santa Caterina in Bergamo, che dal 2006, dopo una precedente esperienza durata 12 anni nella Comunità Parrocchiale di Capinota-Cochabamba, sempre in Bolivia, ha scelto di offrire la sua professionalità di infermiera e la sua passione per la missione a fianco dei più emarginati dalla società.

Il clima della Colmena è familiare: i più anziani di residenza aiutano i nuovi arrivati, tutto sotto il vigile e amoroso controllo di don Alessandro. La gestione, la cura e le necessità del centro sono completamente affidate agli ospiti che si occupano delle pulizie, dell'ordine e della manutenzione ordinaria degli spazi. Oltre a ciò ognuno ha un ambito preciso di impegno e un percorso di recupero personale, svolto sempre in un ambito di confronto e fraternità.

Refettorio del Centro di Recupero di La ColmenaNei centri lavorano anche alcuni degli ospiti che si sono riabilitati e hanno deciso di restare non a dare una mano, ma a dare la vita, in una casa che è la loro. La struttura è semplice, essenziale, ma chi ci ha lavorato ci ha messo cuore. C'è spazio per tutti, anche per quelli che si rivolgono alla struttura quando non si può fare più niente per loro: muoiono, ma non soli, non in mezzo alla strada. Il centro non è una comunità terapeutica, è piuttosto una comunità di vita: si vive insieme, ci si responsabilizza, si prega, si cerca di trovare il senso della vita.

Ogni giovedì inoltre un gruppo di alcolisti in riabilitazione esce per le strade e va a trovare i suoi vecchi "compagni" per portare loro qualcosa di caldo e un pane, per conversare con loro e pregare insieme. Per don Alessandro e per Antonia vivere con queste persone vuol dire imparare la speranza, la pazienza, il coraggio.

Cosa vuol dire Sostenere il Centro "La Colmena"

Per una comunità parrocchiale e per i suoi fedeli, sostenere ed aiutare un centro di riabilitazione come La Colmena vuol dire innanzitutto sensibilizzare il proprio territorio e far conoscere l'impegno della Chiesa di Bergamo in terra di missione. Le esigenze sono parecchie, ma impegnarsi e operare per una realtà specifica significa stingere alleanze, condividere storie, racconti, drammi e sogni.

Attività Quotidiane Centro di Recupero La ColmenaAvviare un filo diretto con don Alessandro, Antonia e la loro missione vuol dire prendersi a cuore le fatiche degli uomini, degli ultimi e dei poveri. Attraverso la loro esperienza, la loro presenza e il loro impegno sarà possibile contribuire concretamente alle esigenze più pratiche e quotidiane, realizzare iniziative specifiche e avviare progetti di collaborazione con altre realtà locali, come la Caritas Parrocchiale di Tarija e i gruppi di catechesi e impegno pastorale.

Le iniziative che si possono realizzare in Parrocchia sono le più svariate: testimonianze, racconti di vita in missione, approfondimenti culturali, percorsi di spiritualità, mostre fotografiche, raccolte fondi e coinvolgimenti di famiglie, gruppi, associazioni.

Ognuno di noi, con la propria disponibilità e le proprie possibilità, può davvero fare molto.

i progetti conclusi

Avvio dell'esperienza Caritas

Avvio Esperienza Caritas - Tarija Bolivia L'obiettivo principale del progetto riguardava la costituzione e l'avvio dell'esperienza Caritas nella Diocesi di Tarija e nelle 21 parrocchie. Ha avuto una fase di lettura del territorio e di contatto iniziale delle diverse realtà presenti in diocesi. Attualmente l'operatore Caritas lavora in completo accordo e su mandato del Vescovo della Diocesi, collaborà con un direttore laico della Caritas Diocesano ed è inoltre sostenuto da Don Alessandro Fiorina in qualità di assistente spirituale.

Vai al progetto di Avvio dell'esperienza Caritas a Tarija (Bolivia)