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Sostegno alla comunità di accoglienza di minori “Ciudad de los Niños” (Bolivia)

I responsabili dei progetti

Da agosto 2021 il responsabile è Fulvio Diploma, referente del progetto Bolivia presso il Patronato San Vincenzo di Bergamo.

Nato il 9 settembre del 1983, dopo un percorso maturato all’interno del Patronato San Vincenzo, realtà storica dedicata all’accoglienza e alla formazione dei minori, ha sviluppato una significativa esperienza nel lavoro con bambini e adolescenti in situazioni di vulnerabilità.

In qualità di direttore, coordina attività educative, progetti sociali e interventi a favore di minori provenienti da contesti familiari fragili, promuovendo percorsi di crescita, inclusione e formazione.

Fino ad agosto 2021 il responsabile di progetto è stato Don Gianluca Mascheroni, ordinato prete il 03/06/2000.  

Nasce il 15 novembre 1971 a Calcinate, ma è della parrocchia di Bolgare. 

Compie gli studi teologici e consegue la laurea in Pedagogia.

Curato di Albino fino al 2008, gli viene assegnato l’incarico di vicerettore delle medie e del biennio in Seminario fino al 2012, quando il Vescovo gli chiede di entrare a far parte della comunità dei preti del Patronato ed è nominato direttore responsabile della Ciudad del Niño di Cochabamba (Bolivia) dove si trova dal settembre dello stesso anno.

Contesto dei progetti

Riferimenti geografici e sociali

Cochabamba è un comune della Bolivia capoluogo della provincia di Cercado e del dipartimento di Cochabamba con circa 1,5 milioni di abitanti (2024). La città si trova a 2.560 m s.l.m., gode di un clima temperato, a metà tra il rigido clima dell’altopiano ed il caldo tropicale della regione di Santa Cruz.
È una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Bolivia. Nel 2023 l’arcidiocesi di Cochabamba contava 1.682.590 battezzati su 2.052.340 di abitanti. È retta dall’arcivescovo Oscar Omar Aparicio Céspedes.

L’arcidiocesi comprende le seguenti province del dipartimento di Cochabamba in Bolivia: Arani, Esteban Arce, Arque, Ayopaya, Capinota, Cercado, Chapare, Germán Jordán, Punata, Quillacollo, Tapacarí, Bolívar e parte della provincia di Tiraque.

Sede arcivescovile è la città di Cochabamba, dove si trova la cattedrale di San Sebastiano.

Il territorio si estende su 32.306 km² ed è suddiviso in 73 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati.

Ciudad de los Niños 

La Ciudad de los Niños è una fondazione senza scopo di lucro, fondata da Padre Antonio Berta il 19 dicembre 1971, con l’obiettivo di offrire protezione, cura e opportunità di crescita a bambine, bambini e adolescenti in situazione di vulnerabilità e abbandono in Bolivia.

Nel corso degli anni, l’istituzione ha progressivamente adattato i propri interventi alle esigenze dei minori, sviluppando una struttura organizzativa articolata in diversi programmi:

Centro di accoglienza: Accoglie circa 85 bambine e bambini in età scolare, organizzati secondo un modello familiare. Ogni gruppo vive in una casa ed è accompagnato da un’educatrice di riferimento, che garantisce un ambiente di cura e attenzione al benessere integrale (9 case).

Programma Emmaus: È rivolto ad adolescenti a partire dai 14–15 anni e mira a favorire l’autonomia e il reinserimento sociale. I ragazzi e le ragazze sono accompagnati da educatori nella costruzione del proprio progetto di vita, imparando a pianificare il futuro e a sviluppare competenze personali e relazionali (2 case). All’interno di questo percorso si colloca anche la fase di accompagnamento alla vita indipendente, destinata a giovani maggiorenni, nella quale vengono consolidati obiettivi a medio e lungo termine. In questa fase si rafforzano competenze pratiche e capacità decisionali, attraverso la gestione dell’economia domestica, l’inserimento o il mantenimento lavorativo e il proseguimento degli studi tecnici o universitari, con il supporto di uno psicologo.

Casa di Accoglienza Temporanea: Accoglie in via transitoria bambine, bambini e adolescenti per un periodo massimo di tre mesi, necessario allo svolgimento di un’indagine psico-sociale sul minore e sul contesto familiare. Al termine di questo percorso viene definito il progetto più adeguato: rientro nella famiglia d’origine o allargata, inserimento in adozione o accoglienza in una struttura residenziale. Si tratta dell’unico servizio di questo tipo presente nella città e rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione delle situazioni di emergenza familiare. Attualmente, circa il 70% dei minori accolti viene reintegrato nella propria famiglia, evitando l’ingresso in un centro di accoglienza.

Programma di famiglie affidatarie: Si tratta di un’iniziativa innovativa — attualmente unica nel Paese — che prevede l’accoglienza di bambini da 0 a 5 anni presso famiglie boliviane residenti in diversi distretti della città. Il programma è stato sviluppato con il supporto e la collaborazione di UNICEF Bolivia.

Rafforzamento e reintegrazione familiare: Questo programma lavora direttamente con i genitori e le famiglie allargate, con l’obiettivo di garantire il diritto fondamentale dei minori a crescere in un ambiente familiare. Gli interventi sono orientati al benessere integrale dei bambini e al consolidamento delle competenze genitoriali.

Attraverso questi programmi, La Città dei Bambini promuove percorsi che consentono a ogni minore di crescere in un contesto protetto e accogliente, all’interno di una famiglia, di una comunità e di una società capaci di garantire l’esercizio dei diritti e il pieno sviluppo della persona.

Inoltre, la fondazione gestisce due istituti educativi: la scuola “Ciudad del Niño” (scuola dell’infanzia e primaria) e l’istituto “Bepo Vavassori” (scuola secondaria). Nati inizialmente per garantire l’istruzione ai minori accolti, questi istituti hanno successivamente aperto le proprie attività anche agli studenti del territorio, rispondendo alle esigenze della comunità locale.

Attualmente, La Città dei Bambini accoglie ogni anno circa 260 minori nei propri programmi di accoglienza e oltre 750 studenti tra scuola primaria e secondaria.

Descrizione dei progetti

Rinnovo delle dotazioni informatiche - Marzo 2026

Oggi la dimensione digitale rappresenta una componente imprescindibile della vita quotidiana e l’utilizzo degli strumenti informatici è diventato fondamentale anche nei percorsi educativi e scolastici.

Considerato che i minori accolti nei centri residenziali e nel programma Emmaus sono tutti in età scolare, la disponibilità di computer adeguati risulta essenziale, anche alla luce del fatto che in ciascuna casa vivono mediamente tra i 9 e i 12 ragazzi.

La pandemia ha segnato un punto di svolta nell’uso delle tecnologie digitali: gli spazi dell’ufficio centrale de La Città dei Bambini si sono trasformati in luoghi di studio improvvisati, accogliendo studenti di tutte le età alla ricerca di “aule virtuali”. In quel contesto è stato necessario mettere a disposizione uffici, computer portatili e persino telefoni cellulari del personale, al fine di garantire la continuità didattica.

In risposta a tale emergenza, l’istituzione ha compiuto un importante sforzo per dotare ciascuna casa di almeno un computer, permettendo ai gruppi familiari di svolgere in autonomia attività scolastiche, ricerche e altre necessità, senza dover ricorrere agli spazi amministrativi.

Tuttavia, con il passare del tempo, è emersa la necessità prioritaria di rinnovare le apparecchiature esistenti, oggi spesso lente e in alcuni casi obsolete. Inoltre, nelle case dedicate agli adolescenti, la presenza di un solo computer non risulta sufficiente per gruppi di 9–12 ragazzi frequentanti la scuola secondaria, soprattutto considerando che non tutti dispongono di dispositivi personali adeguati allo svolgimento delle attività scolastiche.

Alla luce di queste esigenze, si ritiene prioritario garantire la disponibilità di almeno un computer per ciascuna casa del Centro di Accoglienza (9 in totale) e di almeno due computer per ciascuna casa del programma giovanile (una per le ragazze e una per i ragazzi).

Il rinnovo e il potenziamento delle dotazioni informatiche consentiranno a bambine, bambini e adolescenti di proseguire il proprio percorso educativo al passo con le esigenze tecnologiche attuali, favorendo l’accesso allo studio e lo sviluppo di competenze fondamentali per il futuro.

La salute in rosa - Maggio 2018

Il progetto si chiama “LA SALUTE IN ROSA” e vuole sostenere alcune spese mediche per le 13 giovani ragazze che sole non potrebbero affrontare, con il desiderio che ciascuna di esse possa coltivare sempre più l’importanza del rispetto e della cura del proprio corpo.

Le ragazze, che vivono nella casa giovanile chiamata “Angel Gelmi”, sono adolescenti, tutte tra i 16 e i 19 anni, che recentemente sono uscite dalle casefamiglie della Ciudad de los Niños dove hanno vissuto per diversi anni e ora si ritrovano a vivere insieme in una casa giovanile per terminare i loro studi, iniziare ad intraprendere la loro prima esperienza lavorativa, sviluppare la propria indipendenza e autonomía, elaborare un progetto di vita preparandosi, per alcune, al mondo universitario.

Riteniamo che la prevenzione e l’attenzione alla salute di queste giovani ragazze siano imprescindibili per elaborare un progetto di vita che riscatti il contesto di fragilità familiare da cui sono state allontanate da bambine. WebSolidale contribuisce al progetto partecipando alle spese mediche con un impegno economico di € 6.000.

I fondi sono stati inviati al responsabile Don Gianluca Mascheroni della Ciudad de los Niños.