Dodicesima Edizione

Premio Papa Giovanni XXIII°

Sabato 14 dicembre alle ore 21.00 presso la Basilica di S.Alessandro in Colonna sono stati premiati i vincitori della dodicesima edizione, il premio "Papa Giovanni XXIII".

Quest’anno il consueto Premio si presenta in una versione inedita: anziché alcuni meritevoli missionari operativi, il vescovo Francesco ha scelto di premiare gli ultimi direttori del CMD per il loro impegno missionario. L’importo corrispondente al premio verrà comunque destinato da ciascuno di loro a un progetto missionario a loro scelta.

don Corinno Scotti

don Corinno Scotti Nasce a Morengo il 3 novembre 1939; ordinato sacerdote dal vescovo Piazzi l’8 giugno 1963, è stato chiamato a svolgere il suo ministero presbiterale dapprima come coadiutore parrocchiale nelle parrocchie di S. Tomaso in città, Rovetta, Colere e poi come parroco a Guzzanica, Paladina e Brembate Sopra. Negli anni dal 1982 al 1987 è chiamato alla direzione dell’Ufficio Missionario Diocesano: per 4 anni ne è vicedirettore e per uno direttore. Negli anni dedicati al ministero, don Corinno ha avuto modo anche di coronare il suo sogno di essere missionario ad gentes: negli anni tra il 1971 e il 2002 ha intervallato il suo impegno in diocesi con tre lunghe esperienze missionarie in Ecuador dove ha vissuto complessivamente per venti anni. Ora presta servizio come collaboratore pastorale nella parrocchia di Levate.

mons Alessandro Assolari

mons. Alessandro AssolariNato a Scanzorosciate il 10 dicembre 1948, della Parrocchia di San Giovanni nei Boschi (Tribulina); ordinato presbitero dal vescovo Clemente Gaddi nel 1972, è stato per diversi anni vicedirettore dell’Opera Ritiri Minimi in Botta di Sedrina. Per nove anni, dal 1988 al 1997, è stato direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano e Assistente ecclesiastico del CELIM. Nei sedici anni successivi è stato dapprima Delegato vescovile e poi Vicario episcopale per la Vita consacrata. Nel 2005 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Ora abita a Zogno ed è collaboratore pastorale dell’Unità Pastorale della Val Brembilla. Nel suo ministero ha sempre mostrato una particolare attenzione e cura per i consacrati di origine bergamasca inviati come missionari nel mondo

don Giambattista Boffi

don Giambattista BoffiNato a Bergamo il 23 aprile 1962 cresciuto nella Parrocchia di Santa Caterina; ordinato presbitero dal card. Martini il 20 giugno 1987, è stato prima Vicario parrocchiale a Stezzano e poi in S. Alessandro in Colonna. Nel 1997 è stato chiamato a dirigere l’Ufficio Missionario divenuto poi Centro Missionario Diocesano. I 21 anni di servizio alla missione sono ricchi di tante proposte per bambini, giovani e adulti, dal punto di vostra pastorale, formativo, spirituale, animativo e di sensibilizzazione; nel ‘99 segue l’avvio della collaborazione con la Diocesi di Guantanamo - Baracoa a Cuba, coordina i centri missionari di Lombardia e partecipa al Consiglio missionario nazionale. Dal 2018 è prevosto di S. Lucia in città

don Andrea Mazzoleni

don Andrea MazzoleniNato a Bergamo il 16 marzo 1975, della Parrocchia di S. Omobono Imagna, è stato ordinato sacerdote dal vescovo Roberto Amadei il 2 giugno 2001. Inviato come coadiutore nella parrocchia di Gandino, dopo sei anni è destinato come fidei donum nella missione diocesana alla Chiesa sorella di Bolivia, nella parrocchia di Munaypata a La Paz: lì si è fermato nove anni. Rientrato in Diocesi nel 2017, è stato nominato prima vicedirettore e poi direttore del Centro Missionario Diocesano. Nel 2018 è stato nominato anche direttore dell’Ufficio pastorale migranti. Da ottobre 2019 è arciprete plebano di S. Martino Oltre la Goggia e parroco di Moio de’ Calvi e Valnegra.

Matteo Ravasio

Matteo RavasioDa quindici anni volontario e tesoriere dell’Ass. Africa Tremila, il 10 marzo scorso durante un viaggio solidale muore in un incidente aereo in Etiopia insieme al presidente dell’Associazione Carlo Spini, alla moglie Gabriella Viciani e ad altre 154 persone. Matteo, cinquantaduenne, originario della Parrocchia di S. Alessandro della Croce in città, marito e padre, commercialista e revisore contabile, aveva collaborato alla realizzazione di tanti progetti umanitari in Africa e di cooperazione missionaria con istituti religiosi bergamaschi. Un uomo definito dai colleghi e amici «diplomatico e di grande equilibrio, molto attento alla relazione umana, dal cuore grande, generoso e altruista». Anche il viaggio che tragicamente è divenuto il suo ultimo era diretto verso il Sud Sudan, a Juba, dove l’Associazione aveva costruito un ospedale che il 9 novembre scorso è stato inaugurato e intitolato alla memoria dei tre volontari.