Rifacimento del riscaldamento dello stabile che ospita i piccoli sordomuti.

La Scuola “Effetà Paolo VI” di Betlemme è una scuola specializzata per la rieducazione audiofonetica di bambini audiolesi che abitano nei territori palestinesi. La struttura è intitolata a Paolo VI è sorta a Betlemme, proprio per volere di papa Montini durante la sua visita in Terra Santa nel 1964; in quella occasione il Papa constatò la presenza di molti bambini non udenti privi di assistenza ed espresse il desiderio che fosse realizzata un’opera educativa per la loro riabilitazione. Nel corso degli anni la scuola si è specializzata anche nell’ambito medico.

Il nome della scuola, affidata alla gestione delle Suore Maestre di Santa Dorotea, si rifà a un passo del Vangelo di Marco nel quale si racconta del miracolo della guarigione di un sordomuto da parte di Gesù. “Effetà” in aramaico significa “Apriti”: questa la parola che compì il miracolo.

La scuola accoglie circa 150 bambini e ragazzi audiolesi che provengono da diverse zone della Palestina (Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour, Ramallah, Gerico, Hebron…); gli studenti rientrano quotidianamente in famiglia tranne quelli che provengono da luoghi lontani: questi ultimi alloggiano nella struttura.

Questa scuola, che accompagna i bambini dalla scuola materna alla maturità, accoglie tutti, al di là del credo religioso e della condizione economica della famiglia di provenienza.

L’istituto cerca di rispondere a un bisogno effettivo che si manifesta nei territori palestinesi: in Palestina il 3% della popolazione ha problemi di udito, addirittura in alcuni villaggi si raggiunge la percentuale del 15%. La diffusione della sordità in quest’area è da imputarsi quasi completamente all’eredità genetica: nei territori palestinesi quasi il 40% dei matrimoni è combinato all’interno della famiglia allargata o addirittura tra cugini di primo grado.

Nelle scorse settimane, attraverso l’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi, è giunta dalle Suore Dorotee la richiesta del rifacimento del riscaldamento dell’intera struttura. Abbiamo accolto la loro richiesta perché siamo certi che garantire a questi ragazzi la possibilità di un ambiente sereno e caldo, favorisce il raggiungimento degli obiettivi dell’istituto. I ragazzi, giunti al termine del ciclo di studi, saranno capaci di affrontare con autonomia la loro vita, costruendo il loro futuro in modo sereno.

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